
O Maria, non so quando cominciai a pronunziare il tuo nome. Non so quanto tempo impiegai ad imparare l'Ave Maria. Certamente doveva esserti meraviglioso ascoltare quelle parole che fiorivano sulle labbra a formare la prima innocente preghiera rivolta a te con i segni e i sospiri della mamma. Quanto tempo è passato! Quante cose sono cambiate! Ma quella preghiera scandisce ancora i momenti della mia giornata.

Quelle parole, sempre le stesse
non hanno risentito il logorio del tempo, la monotonia della
ripetizione, quasi per incanto, me le ritrovo sulle labbra, come
allora, a formare la preghiera della fiducia senza limiti, della
semplicità, dell'abbandono, del rifugio, del ritorno, della
consapevolezza, dell'incontro con il tuo cuore di madre.
E non è stata una scoperta quando ho costatato che alcuni si
rivolgevano a te con le stesse parole e che altri sapevano
pregarti soltanto così.
Piccoli e grandi, dotti ed ignoranti,
in ogni angolo della terra, da sempre, come attratti da una forza
interiore, affascinati dal tuo volto e dalla tua persona, forse
mai visti ma soltanto segnati nel fondo dei loro ricordi, hanno
piegato in ognuna di quelle parole una pagina della propria vita,
formando inconsapevolmente e meravigliosamente un coro che non
finisce mai. E che non si sperde nell'anonimato, perché tu
raccogli ed ascolti quelle parole ad una ad una, perché tu
soltanto sai capire ciò che nasconde e ti vorrebbe dire ciascuno
di noi.
Forse per questo mi piace pregarti
così!
Senza paura di sbagliarmi, o di parlarti con parole
incomprensibili e difficili, o di offenderti forse con sentimenti
vuoti ed insignificanti per la mia vita cristiana e per i tuoi
insegnamenti di madre di Gesù e madre mia.
Santuario della MADONNA DELLA CORONA - Spiazzi (VR)